Il trattamento dei pazienti di area oncologica ed ematologica può richiedere l’impianto di un sistema di catetere venoso centrale. Il problema da risolvere è connesso all’insorgenza di infezioni nei suddetti pazienti

L'Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “Vittorio Emanuele” di Catania ha espresso la necessità di migliorare il sistema di applicazione e monitoraggio dei pazienti sottoposti a catetere venoso centrale (CVC).

Il CVC permette l’infusione di liquidi, la somministrazione di farmaci ed anche la nutrizione parenterale. La gestione delle procedure di disinfezione del catetere, nonché le necessarie medicazioni da realizzarsi per tutta la durata di permanenza dell’impianto, espongono il paziente ad un insieme di rischi correlati, principalmente, all’insorgere di infezioni. Questo possibile evento avverso incide in maniera rilevante sulla qualità della vita del paziente trattato richiedendo, in alcuni casi, la riospedalizzazione con relativa procedura di espianto. Nei casi più gravi ciò  comporta l’impossibilità di continuare la medesima terapia farmacologica con evidente rischio di progressione della patologia principale.

Vi è una profonda eterogeneità degli approcci diagnostici e terapeutici, nonché della tipologia di dispositivi medici utilizzati per le medicazioni e disinfezione degli impianti. L’impianto deve essere valutato per tipologia e per modalità da personale con competenze specifiche e la sua gestione deve rispettare accuratamente le tempistiche di lavaggio e le modalità di disinfezione previste dalle linee guida.

È, altresì, necessario garantire un costante monitoraggio delle eventuali complicanze (immediate, precoci e tardive), occlusioni e complicanze infettive.

La riduzione del riaccesso del paziente oncologico/ematologico permette una migliore qualità della vita nonché l’ottimizzazione delle risorse dedicate al trattamento dei pazienti. Il risultato sarebbe la riduzione delle giornate di degenza e del costo dei farmaci utilizzati per il trattamento.

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Pubblicazione: 07-01-2020
Proponente: Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “Vittorio Emanuele” di Catania

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